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Francesco Centineo
◾️ L’anima umana è immortale, e ora giunge a un fine, il che si dice morire, ora rinasce, ma mai perisce… essendo molte volte rinata, ha acquistato conoscenze di tutte quante le cose» […] «uno in quanto Persona lassù e molteplice nei suoi figli quaggiù», e alla cui dipartita «noi» moriamo; è il Sè Solare di tutto ciò che si muove o è immobile; è il nostro sé immortale e Intimo Reggitore «oltre al quale non esiste altro veggente, udente, pensante o conoscitore».
◾️ Immaginiamo un bruco: esso si riveste della sua stessa bava, creando degli involucri, dopodiché, ad un certo punto, esso rompe questi involucri, sboccia a nuova vita, assumendo quella sublime forma che è propria della farfalla; in fine vola e s’innalza verso il cielo…
◾️ L’essere umano, egualmente al bruco, è «rinchiuso» dentro a tutta una serie di «involucri» che lo rendono ignorante. Esso pensa di essere questo sé corporeo, si identifica in esso e confonde tal bozzolo con la sua vera essenza; ma l’uomo in realtà non è un bruco, una larva, ma una farfalla, la sua natura è celeste, superna, splendente ed imperitura, solo che esso può prendere coscienza della sua vera identità solamente dopo che avrà rotto questi involucri che lo incatenano alla condizione carnale di essere caduco e terrestre.
◾️ Io non sono io, io sono Lui (Dio) e Lui è me; l’Essere, il Supremo, il Brahman nirguna crea i mondi e poi li penetra, rivestendosi dei differenti involucri corporei di cui si compone la manifestazione universale; l’Uno si manifesta in una molteplicità di effetti che non sono altro se non dei riflessi o proiezioni del Sé, ovvero, di Colui che è l’Unico Trasmigrante; l’Unità si riveste di una molteplicità di nomi e di forme (namarupa) cosicché Esso possa auto-conoscersi e godere della Sua stessa beatitudine velandosi e rivelandosi di differenti veicoli-corporei; nel sacro testo delle Taittirya Upanishad è scritto:
◾️ Quello deliberò: Che io divenga i molti manifestandomi con il venire all’essere! Quello praticò l’ascesi. Quello compiuta la meditazione, creò tutto questo e tutto ciò che è. Avendolo creato in quello stesso penetrò. Dopo essere penetrato in esso, divenne l’immanente e il trascendente, l’esprimibile e l’inesprimibile, ciò che è supporto e ciò che non è supporto; ciò che è consapevole e ciò che non è consapevole, il vero e il non-vero. In verità divenne tutto ciò che è. Quello lo considerano la Verità… prosegue su SFERO
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