Siccome, ogni volta che faccio un'intervista in inglese, pur aggiungendo i sottotitoli, molte persone mi chiedono sempre di aggiungere un doppiaggio della voce fatto dall'intelligenza artificiale, lo dico adesso e poi spero di non doverlo ripetere più: a me lascia sconcertato il fatto che tanti preferiscano ascoltare una voce non umana se gli parla nella loro lingua, anche se è robotizzata ed elimina tutte le caratteristiche personali che ognuno di noi mette quando parla, come il tono di voce e l'enfasi su determinate parole. Sono rimasto allibito anche di vedere che qualcuno ha aggiunto una voce robotizzata al dr. Chaffee! Un obbrobrio, praticamente.. E che senso ha, a questo punto, parlare più lingue? Che senso ha comunicare se ciò che ci trasmettiamo sono solo informazioni, e non c'è più nulla anche dello stato d'animo in cui siamo e delle emozioni che proviamo? A me questa cosa fa arrabbiare moltissimo, perché mi fa rendere conto dell'ipocrisia di alcune persone, che da un lato parlano di umanità, di amore, di unione, di vibrazioni, di vedersi e toccarsi perché altrimenti non va bene nulla, e dall'altro ti chiedono di mettere la voce creata dall'intelligenza artificiale per rimediare alla loro pigrizia. Tralasciando il fatto, che trovo assurdo, che in Italia la conoscenza dell'inglese è fra le più basse in assoluto in tutta Europa, e che tanta ignoranza e pigrizia stonano con l'impegno necessario per creare questi contenuti, la cosa più assurda di tutte è che in superficie tutti vogliono fare tanto gli umani, ma alla prima occasione dimostrano di essere già degli automi che agiscono esattamente come programmati. Da qui ci si rende conto di quanto il sistema è riuscito a manipolare anche chi si crede tanto risvegliato e pensa di non conformarsi, mentre già cerca tutte le informazioni con l'intelligenza artificiale, e prende per buone le sue risposte senza approfondire. E poi, magari, viene a chiedere a me cosa penso di quelle risposte, dal momento che io ho approfondito. Ma cosa potrò mai pensare? Se uno approfondisce un minimo, si rende conto subito del perché non può affidare tutto all'intelligenza artificiale. Se uno non lo capisce da sé, c'è un grosso problema che di certo non posso risolvere io.. ma, comunque, uno di primo impatto non ci pensa ma c'è anche una questione di mancanza di rispetto verso chi si è impegnato per portare un certo contenuto, e non solamente da parte di coloro che sono contrari a prescindere alle cose che dico, che addirittura chiedono all'intelligenza artificiale di confutare le mie affermazioni, che sono incommentabili, ma anche da parte di chi quella scatola cranica oramai la utilizza solo per consumare passivamente, dal momento che si suppone che una "controinformazione" dovrebbe avere come primo obiettivo quello di aprire le menti, di stimolare la curiosità e di invogliare all'approfondimento.