LEONE XIII. Supremi apostolatus, n.3:
“La Vergine Immacolata, prescelta ad essere Madre di Dio, e per ciò stesso fatta corredentrice del genere umano, gode presso il Figlio di una potenza e di una grazia così grande che nessuna creatura né umana né angelica ha mai potuto né mai potrà raggiungerne una maggiore”.
San Pio X: “La conseguenza di questa comunione di sentimenti e di sofferenze fra Maria e Gesù è che Maria divenne legittimamente degna di riparare l’umana rovina e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue”
Benedetto XV: “È insegnamento comune dei dottori della Chiesa che la Santissima Vergine Maria, apparentemente assente dalla vita pubblica di Gesù Cristo, fosse, tuttavia, presente al suo fianco quando camminò verso la morte e fu inchiodato alla Croce, e lì stette per disposizione divina. Infatti, in comunione con il Figlio sofferente e agonizzante, sopportò il dolore e quasi la morte; abdicò ai diritti di madre su suo Figlio per ottenere la salvezza degli uomini; e, per quanto dipendeva da Lei, immolò suo Figlio per placare la giustizia divina, così che si può giustamente affermare che con Cristo Ella ha redento il genere umano. Per questo, ogni sorta di grazie che attingiamo dal tesoro della Redenzione ci viene, per così dire, dalle mani della Vergine Addolorata”
Pio XI: “La Vergine Addolorata prese parte all’opera della Redenzione con Gesù Cristo e, costituita Madre degli uomini che Le furono affidati dal testamento della divina carità, li abbracciò come figli e li difende con tutto il suo amore”
Pio XII: “Come Dio ha voluto associare indissolubilmente la Beatissima Vergine Maria a Cristo nel compimento dell’opera dell’umana Redenzione, in guisa che la nostra salvezza può ben dirsi frutto della carità e delle sofferenze di Gesù Cristo, cui erano strettamente congiunti l’amore e i dolori della Madre sua; così il popolo cristiano, che da Cristo e da Maria ha ricevuto la vita divina, dopo aver tributato i dovuti omaggi al Cuore Sacratissimo di Gesù, presti anche al Cuore amantissimo della celeste Madre consimili ossequi di pietà, di amore, di gratitudine e di riparazione”