LA RABBIA E L’ELEMENTO LEGNO
Alcune emozioni scoppiano e divampano come fuochi improvvisi, altre invece crescono lentamente e creano una pressione interna, che ad un certo punto diventa impossibile da contenere. La rabbia appartiene a entrambe queste categorie. Può essere un lampo o una tensione silenziosa.
Secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese, la rabbia non è un'emozione “negativa”, ma è un movimento del Qi, una direzione, una forza che spinge verso l’esterno ed appartiene all’Elemento Legno.
Il Legno rappresenta la primavera, cioè quel momento dell'anno in cui la vita torna a emergere. È il germoglio che rompe la terra, la forza che cresce verso l’alto. Nel corpo umano, questo movimento è governato dal Fegato, che, nella visione energetica, non è solo un organo, ma è il generale del nostro corpo, che pianifica, organizza, dirige. La sua funzione principale è garantire il libero fluire del Qi. Quando il Qi scorre liberamente, la persona è flessibile, creativa, capace di adattarsi. Quando il Qi si blocca, nasce la rabbia.
La rabbia oltre ad essere un'energia "esplosiva" spesso è anche stagnazione, un'energia che non riesce a muoversi, che viene trattenuta, che si accumula. Quando il Qi del Fegato si blocca nasce irritabilità, emerge frustrazione, si perde la capacità di fluire. È come quando un albero cresce in uno spazio troppo stretto, prima o poi, si deforma, o si spezza.
La rabbia esplosiva quindi è quella visibile, quella che si manifesta subito, che urla, crea tensione, provoca reazioni improvvise e violente, è il Qi che sale rapidamente verso l’alto.
La rabbia trattenuta, invece, è più silenziosa, ma più profonda, crea risentimento, frustrazione cronica, rigidità emotiva. È il Qi bloccato che non trova via di uscita.
A differenza della paura (che scende), in generale la rabbia sale, fa salire il Qi, fa salire il calore. Per questo motivo spesso si manifesta con mal di testa, tensione cervicale, occhi arrossati, pressione alta. Il corpo diventa un luogo dove si crea pressione.
Il Fegato ama la libertà, ama il movimento, ama lo spazio, ama la possibilità di esprimersi. Quando questa libertà viene limitata nasce frustrazione, emerge irritazione, si crea tensione e la rabbia, allora, diventa un messaggio che ci dice: “Qui l'energia non sta fluendo.”
Quando il Legno perde la sua flessibilità, diventa rigido, questa rigidità porta al bisogno di controllo e la persona vuole prevedere tutto, fatica a lasciare andare, si irrigidisce nelle relazioni. Il Legno in natura non è fatto per essere rigido, ma è fatto per piegarsi sotto i colpi del vento senza spezzarsi.
Il Fegato “si apre negli occhi”, quando la sua energia è in equilibrio lo sguardo è chiaro e la visione è ampia, ma quando è in squilibrio ciò provoca occhi arrossati, visione offuscata, tensione visiva. La rabbia altera anche il modo in cui vediamo il mondo.
Ogni elemento ha una voce, quella del Legno è il grido, che non necessariamente è un urlo forte., a volte è una voce tesa, trattenuta, compressa. È il suono dell’energia che cerca spazio.
La rabbia si manifesta quasi sempre nel corpo, non è mai solo mentale. Si nota nelle spalle rigide, nel collo contratto, nella mandibola serrata. È un po' come se il corpo tentasse di trattenere ciò che non riesce a esprimere.
La stagione del Legno è la primavera, che è movimento, cambiamento, rinascita. Se questo movimento viene ostacolato, nasce tensione. Per questo, in primavera aumentano irritabilità e nervosismo e spesso emergono emozioni represse. Il corpo cerca di liberarsi.
La rabbia non va vista solo come un'energia "negativa" e distruttiva, essa infatti ha anche una sua funzione, è un'energia direzionale, che ci indica cosa non va, dove siamo bloccati, cosa deve cambiare. Se ascoltata, diventa forza, determinazione, coraggio, viceversa se viene repressa, diventa malattia.
Non si tratta quindi di eliminare la rabbia, ma di trasformarla e renderla costruttiva, propositiva, "progettuale".