I VIGLIACCHI CENSORI
Uriel Crua
Badate bene: che alcuni fatti recenti, da Barboni e Roggero, e ora Fakir, siano mediatizzati per polarizzare il pensiero delle masse e innescare lotte orizzontali a favor di potere, non si nega.
Ma questo non giustifica affatto né una pavida "equidistanza", né una sorta di neutralità moralmente superiore, in virtù di scialbi principi "democratici" (che poi, a guardare bene, sono quelli che alla fine ti impongono cosa non devi dire).
Anche la finta pandemia ha visto scendere in campo una odiosa propaganda polarizzante, ma questo non significa che la pandemia fosse vera e non giustifica i vigliacchi equidistanti che hanno "ermeneuticamente" analizzato la situazione in modo "neutrale". Per intenderci: nella polarizzazione, c'era comunque una parte che aveva ragione. Punto. Ed era quella dei "no-vax".
Non è che se c'è una evidente messa in opera di semiosi illimitate a scopo propagandistico, sei intelligente se stai zitto o se cerchi una vile mediazione. Sei intelligente se riconosci la propaganda e la poti come un'edera invasiva, rivelando i piani sottesi. Ma i piani sottesi ci sono. Una delle parti ha ragione, e generalmente - a naso - è quella che viene screditata. Quella che non si può dire. Quella che offende la "democrazia".
Sono almeno vent'anni che il sentimento popolare, un atavico sentimento di giustizia e dignità, viene puntualmente ostacolato e boicottato dai promotori della "democrazia", e chi invece lo difende viene schifosamente definito "demagogo", "arruffapopolo" da individui mollicci che fanno di tutto per evitare che quel sentimento popolare si esprima e si compia.
I guardiani della democrazia sono i primi, vili censori del popolo.
E lo vedete ogni giorno quando vi aumenta la bolletta, quando si riduce la busta paga, quando camminate nel vostro quartiere invivibile, quando siete costretti a cambiare auto, quando dovete pagare le tasse, quando aspettate il vostro turno in pronto soccorso, quando fate domanda per una casa popolare, quando guardate un tg, quando fate benzina, quando guardate i pensionati rovistare nei bidoni dopo il mercato rionale, persino quando aprite una dannatissima bottiglietta dell'acqua.
Vergogna ai vili censori del popolo, agli aguzzini della gente, ai rieducatori con la puzza sotto il naso.
Vergogna vasta sulle vostre teste.
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