Negli ultimi giorni sono circolate ricostruzioni imprecise, che non rispecchiano la realtà dei fatti. È opportuno chiarire che la proroga recentemente approvata non è in alcun modo collegata alla nostra proposta di modifica della Legge 55/2024.
Quella proposta è nata su richiesta diretta del Ministero della Giustizia, che ci ha formalmente chiesto un parere sull’ipotesi di un unico Albo con due sezioni, valutando complesso e oneroso creare due albi distinti. Abbiamo risposto a tale richiesta con spirito di collaborazione, senza alcun tornaconto, mettendo gratuitamente a disposizione il nostro tempo e le nostre competenze nell’interesse di tutti i professionisti.
La proroga deriva, invece, dalle sollecitazioni di professionisti, associazioni, enti datoriali, cooperative, sindacati e altri soggetti preoccupati per il rischio di inoccupabilità del personale educativo non iscritto entro il 31 marzo 2025 e dei neolaureati successivi a tale data, con possibili conseguenze sull’accreditamento dei servizi educativi a settembre. Una situazione analoga si era già verificata nell’agosto 2024, senza che allora la proroga fosse concessa.
Anche stavolta il Governo è intervenuto con decreto-legge, poiché l’Ordine non si sarebbe potuto costituire in soli 30 giorni considerando le migliaia di domande ancora in attesa di istruttoria nei Tribunali e il fermo istituzionale di agosto. La proroga è stata pubblicata il 9 agosto 2025, nella Gazzetta Ufficiale, come Decreto-legge n. 117.
La nostra posizione è chiara: abbiamo sempre sostenuto la necessità di evitare una proroga totale, proponendo invece soluzioni che permettessero di avviare l’Ordine e garantire la continuità lavorativa e dei servizi. Il Governo ha fatto una scelta diversa, che rispettiamo ma non condividiamo, ritenendo che lo stesso obiettivo si sarebbe potuto raggiungere senza rinviare la composizione degli elenchi.
Riteniamo doveroso precisare che il vero elemento di frizione non è derivato dalla nostra collaborazione istituzionale, ma da modalità di pressione non costruttive – invii massivi di comunicazioni e interventi politici esasperati da parte di una associazione – che hanno reso più complesso il dialogo con le istituzioni preposte.
Chiunque operi per il bene della categoria dovrebbe agire con responsabilità e rispetto reciproco. La nostra priorità rimane quella di assicurare ai professionisti un Ordine funzionante, autorevole e credibile, fondato su verità, competenza e cooperazione, e non su campagne di disinformazione o contrapposizioni sterili.
Per maggiori dettagli: https://www.conped.it/news/la-proroga-al-31-03-2026-del-termine-di-iscrizione-agli-albi-la-verita-i-fatti-contesto-e-responsabilita/