LA ZATTERA DELLA MEDUSA 🌺🌺🌺
Sempre più università nel nostro paese istituiscono al loro interno e affidano a docenti, di solito di informatica e/o pedagogia, servizi che chiamano ad esempio "teaching and learning center" (perché poi in lingua inglese? mah...), che perseguono obiettivi tra cui la promozione dell'uso di strumenti tecnologici a supporto della didattica.
Si finisce così per ricevere email di invito a "webinar", che sarebbero poi seminari in diretta trasmessi in rete, che hanno il fine dichiarato di "offrire ai docenti una panoramica chiara e operativa di sistemi e applicazioni facili da usare, pensati per accompagnare il lavoro didattico e favorire la partecipazione degli studenti". Che sembra nel complesso una bella cosa.
Poi però pensi che siamo all'università e non alla scuola dell'obbligo. In quest'ultima, vi sono insegnanti di professione e studenti obbligati a frequentare anche quando forse vorrebbero fare altro, e dunque forse (sottolineo: "forse") potrebbe essere anche giusto preoccuparsi di "favorire la partecipazione degli studenti". All'università invece salgono in cattedra persone che prima di tutto sono esperti di quel che insegnano poiché ne hanno fatto il loro lavoro quotidiano. I docenti di medicina non sono insegnanti, bensì prima di tutto medici. Che proprio in quanto medici che conoscono e padroneggiano l'arte medica, possono - rubando tempo al loro lavoro principale - anche insegnarla (modificate a piacere l'ambito disciplinare, lavorativo e professionale). E gli studenti non sono obbligati a frequentare i corsi, al contrario lo hanno scelto (piaccia o no, lo hanno scelto, mentre sarebbero stati liberi di fare tutt'altro, e di regola pagano pure anche molto salato per frequentarli).
Viene sempre un momento durante i miei corsi in cui spiego agli studenti che la mia materia ha aspetti difficili, complessi e anche noiosi, ma hanno scelto loro gli studi medici e dunque per completarli devono superare tutti gli esami tra cui il mio, e quel che posso fare è spiegare loro perché conoscere certi argomenti farà di loro dei medici migliori. Se lo capiscono, bene. Se non lo capiscono, pace. Il mondo è grande.
Trovo invece idiota, insulso e degradante, in primo luogo per gli studenti e per l'istituzione accademica, e poi anche un po' (parecchio) per il docente, inoltrarsi sulla strada delle metodologie didattiche per attirare e tener viva l'attenzione dello studente, come fosse un pubblico televisivo da attrarre, in competizione con altre trasmissioni televisive. E potrebbe anche essere, visto che ormai tantissimi studenti "seguono" le lezioni con computer, tablet e telefonini davanti agli occhi, asseritamente per prendere appunti, ma poi chissà. E davvero il docente li dovrebbe motivare alla lezione? "Riducendo la complessità e massimizzando l'engagement"? Proprio così: "riducendo la complessità e massimizzando l'engagement". Ovviamente con l'ausilio dell'IA.
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