Il 9 maggio 2026, al cimitero comunale di Palestrina, in occasione dell’81° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, si è svolta la tradizionale cerimonia: corone di fiori commemorative sono state deposte presso la Stele memoriale sotto cui sono sepolti i cittadini sovietici che hanno partecipato al movimento della Resistenza italiana: Nikolaj Demjančenko, Anatolij Kurepin e Vasilij Skorochodov. Costoro sono caduti da eroi il 9 marzo 1944, durante i feroci combattimenti contro i nazifascisti.
Alla cerimonia hanno preso parte l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, l’Ambasciatore della Repubblica di Belarus presso la Santa Sede, Yury Ambrazevič, il sindaco di Palestrina, Igino Macchi, i dipendenti delle missioni diplomatiche russe e bielorusse in Italia, gli studenti della Scuola Media presso l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, giornalisti, connazionali e cittadini italiani.
🇷🇺 L’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Alexey Paramonov:
Più si allontanano gli eventi della Seconda guerra mondiale, più è importante difendere la verità storica.
Oggi, purtroppo, assistiamo sempre più spesso a tentativi di revisionismo storico, di distorsione del ruolo dei liberatori dell’Europa, viene giustificato il collaborazionismo e minimizzata l’impresa di coloro che hanno combattuto contro il nazismo.
Nostro comune dovere è impedire che vengano dimenticate le tragiche lezioni del XX secolo. La memoria della Vittoria non è solo un omaggio ai caduti, ma anche un punto di riferimento etico per le generazioni future.
🇧🇾 L’Ambasciatore della Repubblica di Belarus presso la Santa Sede Yury Ambrazevič:
La Bielorussia perse allora un abitante su tre, un totale di tre milioni di persone. Dopo perdite così immense non possiamo e non abbiamo il diritto di limitarci a piangere in silenzio i caduti. Il nostro compito principale è impedire che un simile orrore possa ripetersi.
Una memoria silenziosa resta patrimonio di una cerchia ristretta e conduce all’oblio, all'impossibilità di comprendere le cause e i significati. Una memoria solenne e viva, con tradizioni, poesie, canti e danze, film e spettacoli, invece, conserva e trasmette alle nuove generazioni l’essenza, la vera comprensione di quegli eventi agli occhi dei contemporanei. L’orrore, la tragedia, il dolore delle perdite, la giusta indignazione, la gioia e le lacrime della vittoria, tutto insieme. E dobbiamo ricordare, a qualunque costo, quella guerra così come l'hanno conosciuta i nostri nonni, così come è stata vista dai partecipanti al Processo di Norimberga, che ha condannato i crimini della Germania nazista e dei suoi alleati.
🇮🇹 Il sindaco di Palestrina Igino Macchi:
Le pieghe in questi tragici eventi intrecciano le vite dei soldati russi insieme a quelle dei nostri partigiani e della popolazione locale che ha lottato contro l’occupazione.
Ricordare oggi i caduti russi a Palestrina non è solo un atto formale di cortesia diplomatica, ma un dovere morale.
Questi giovani uomini hanno affrontato gli orrori della guerra a migliaia di chilometri da casa, sacrificando il bene più prezioso, la vita, in un'epoca di oscurità che aveva attanagliato l'Europa intera.
Palestrina non dimentica. Le lapidi che oggi visitiamo sono il simbolo di un legame silenzioso ma indissolubile.
Lo ieromonaco della Chiesa romana di Santa Caterina la Grande Martire, Kirill Porubaev, ha celebrato una messa funebre.