ALI KHAMENEI
Non esiste una sentenza definitiva che condanni personalmente Ali Khamenei per singoli reati comuni, ma esiste una massa molto ampia di fatti documentati da ONU, Amnesty International e Human Rights Watch su crimini e gravi violazioni commessi dagli apparati statali iraniani sotto il sistema che lui ha guidato per decenni. Reuters ha inoltre riferito che Khamenei è morto il 1° marzo 2026; quindi qui parlo delle responsabilità maturate durante il suo lungo periodo al vertice del potere iraniano.
Quello che si può affermare con rigore è questo: le missioni ONU e le principali ONG documentano omicidi illegali, torture, stupri e altre violenze sessuali, sparizioni forzate, persecuzione di genere, detenzioni arbitrarie e processi iniqui commessi dalle autorità iraniane nella repressione del dissenso. In particolare, la Missione internazionale indipendente dell’ONU sull’Iran ha concluso che, nella repressione delle proteste del 2022, le autorità statali hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani e, in alcuni casi, crimini contro l’umanità, inclusi omicidio, imprigionamento, tortura, stupro e altre forme di violenza sessuale, sparizione forzata e persecuzione.
Fatti documentati
1) Repressione mortale delle proteste
Le autorità iraniane hanno represso con forza letale proteste di massa, in particolare quelle seguite alla morte di Mahsa Amini nel 2022. L’ONU ha documentato uso illegittimo e sproporzionato della forza, uccisioni, detenzioni arbitrarie e impunità sistemica. Human Rights Watch descrive lo stesso quadro di repressione violenta del dissenso.
2) Tortura sistematica e violenze in detenzione
La missione ONU e le ONG hanno raccolto prove di torture fisiche e psicologiche in custodia, utilizzate per punire, umiliare, estorcere confessioni e terrorizzare i detenuti. Queste pratiche includono pestaggi, elettroshock, minacce, isolamento e coercizione durante interrogatori e detenzione.
3) Stupri e altre violenze sessuali
Qui è importante essere molto netti: sì, esistono documentazioni serie su stupri e violenze sessuali commessi dalle forze di sicurezza e da personale statale contro manifestanti detenuti. Amnesty ha pubblicato un rapporto dettagliato secondo cui intelligence e forze di sicurezza hanno commesso stupri e altre violenze sessuali contro manifestanti arrestati durante la rivolta “Woman, Life, Freedom”, e ha affermato che procuratori e giudici sono stati complici ignorando o coprendo le denunce. La missione ONU ha trovato casi di stupro, stupro di gruppo, stupro con oggetti, elettrocuzione ai genitali, nudità forzata e palpeggiamenti contro donne e ragazze in detenzione; Human Rights Watch ha documentato anche casi di stupro di detenuti uomini e minacce di stupro da parte di autorità giudiziarie.
4) Esecuzioni e processi iniqui
Le fonti internazionali descrivono un largo ricorso alla pena di morte, spesso dopo procedimenti che non rispettano standard minimi di giusto processo. Human Rights Watch segnala esecuzioni, gravi violazioni del diritto alla difesa e condizioni carcerarie abusive. L’ONU, nei suoi rapporti recenti, parla anche di un forte aumento delle esecuzioni e di persistente impunità.
5) Persecuzione di donne, ragazze e minoranze
L’ONU ha concluso che la discriminazione istituzionale contro donne e ragazze è stata un elemento strutturale della repressione e che, nel contesto delle proteste, vi è stata anche persecuzione fondata sul genere. Human Rights Watch richiama inoltre violenze e persecuzioni contro minoranze etniche e religiose.
6) Censura, arresti arbitrari e repressione della libertà di espressione
Le autorità iraniane hanno represso giornalisti, attivisti, avvocati, difensori dei diritti umani e oppositori con arresti arbitrari, intimidazioni e censura. Questi elementi ricorrono sia nei rapporti ONU sia in quelli di HRW e Amnesty.
Cosa si può dire su Khamenei, precisamente