Cosa accade quando una persona entra in uno stato di profondo rilassamento?
Durante le mie sessioni uso spesso i Passi Indietro Immaginati e il Photoshop Mentale del Metodo REAL®.
Entrambi conducono la persona a ripercorrere la propria linea del tempo (la "timeline", per chi conosce la PNL), permettendole di osservare eventi, ricordi ed emozioni da prospettive diverse.
Ed è proprio durante questi percorsi che ho notato che le persone non riportano soltanto ricordi vissuti. A volte emergono immagini, sensazioni, luoghi, emozioni e racconti che sembrano andare oltre la loro esperienza personale.
E se all’osservazione aggiungo gli studi sul funzionamento del cervello, della memoria, della visualizzazione e della relazione tra linguaggio, immaginazione e percezione, mi rendo conto che conosciamo ancora molto poco del nostro cervello.
Probabilmente conosciamo ancora molto poco dell'intero sistema che chiamiamo essere umano!
Corpo, mente, coscienza, energia, spiritualità... Sono ancora molti gli aspetti del nostro essere che attendono di essere compresi.
E da lì ha iniziato a prendere forma un'intuizione.
Sappiamo che il cervello registra continuamente informazioni.
Registra immagini, suoni, parole, odori, sensazioni, emozioni, percezioni.
Ogni esperienza viene memorizzata come un insieme di informazioni strettamente collegate tra loro.
Il cervello archivia esperienze complete.
E se il nostro cervello, connesso alla matrice (DNA), fosse capace non solo di elaborare informazioni, ma anche di riceverle e trasmetterle?
Immagino il DNA come una straordinaria antenna biologica capace di custodire il patrimonio biologico, mentale, emozionale ed energetico ereditato dalla nostra linea genealogica, ma anche di ricevere informazioni “universali”.
Quando anni fa lessi i libri di Edgar Cayce rimasi molto colpita dai suoi racconti.
Cayce affermava che, entrando spontaneamente in uno stato profondo di autoipnosi, riusciva ad accedere a un immenso patrimonio di informazioni dal quale ricavava indicazioni che utilizzava per aiutare persone affette da patologie considerate, all'epoca, prive di soluzione.
In seguito, osservando ciò che accadeva durante le mie sessioni, quella domanda è tornata più volte: e se esistesse davvero un immenso archivio universale delle informazioni?
Nei primi anni di vita dell’individuo, sembra che questa "antenna" funzioni nel modo più naturale.
Il bambino non è ancora sommerso dal “rumore di fondo” delle convinzioni, dell'educazione, delle paure e dalle interferenze esterne.
È come se fosse perfettamente sintonizzato.
Ed è proprio tra i due e i cinque anni che alcuni bambini raccontano spontaneamente episodi, persone, luoghi ed esperienze che sembrano non appartenere alla loro vita.
La spiegazione più diffusa è la reincarnazione.
Ma se ci fosse un’altra possibilità?
Se quei bambini non stessero ricordando una loro vita precedente, ma stessero semplicemente accedendo a un immenso archivio informazionale universale?
Edgard Cayce lo chiamava Registro Akashico.
Io lo immagino come un campo energetico che contiene le nostre informazioni e quelle di chi ci ha preceduto. Forse anche quelle provenienti da altre forme di vita o da altre dimensioni dell'esistenza.
E allora…
Se il cervello registra ogni esperienza insieme alle emozioni che la accompagnano...
Se registra immagini, parole, suoni, odori, percezioni, sensazioni e stati d'animo...
Perché un eventuale archivio informazionale dovrebbe contenere soltanto i fatti?
Perché non dovrebbe contenere anche l'intera esperienza?
Se così fosse, un bambino che entra spontaneamente in contatto con quell'informazione non leggerebbe semplicemente una storia.
Vivrebbe quell'esperienza, ne percepirebbe le emozioni, le immagini, le sensazioni.
E finirebbe naturalmente per sentirle come proprie.
Questo potrebbe spiegare perché alcuni bambini raccontano quelle esperienze con naturalezza.
Non perché le hanno vissute.
Ma perché stanno vivendo, in quell'istante, un'informazione completa.