25 APRILE, NULLA DA FESTEGGIARE - PARTE 2
Segue da La prima cosa che va analizzata, prima ancora di quegli eventi, è lo stato presente delle cose, che cosa è e cosa è stato questo paese.
La risposta è sempre e solo una: questo paese è stato ed è ancora una colonia anglo-statunitense a sovranità limitatissima e a democrazia fittizia.
Possiamo andare indietro nel tempo, gli esempi sono innumerevoli e si perdono nella nebbia del passato: Portella della Ginestra, Enrico Mattei, Adriano Olivetti, gli anni di piombo, le stragi, il terrorismo, Ustica, l'operazione Blue Moon, la crisi di Sigonella, il colpo di stato giudiziario del '92, la Gladio, il tentativo di scindere geograficamente il paese, l'entrata nell'euro, il colpo di stato dello spread del 2011, i governi tecnici ma quello che ci ha dato la vera misura del nostro stato di colonia è stata la formazione del governo giallo-verde del 2018, dove è stato impedito al popolo italiano di esprimere i ministri che voleva, con il caso Savona.
Infatti quello di Cassabile non è stato un armistizio ma una resa incondizionata in cui l'Italia ha ceduto mezzi navali, pezzi di territorio, sovranità e libertà ma soprattutto ha ceduto il proprio futuro a paesi nemici e invasori. Un futuro in cui non può scegliere il capo del governo, il presidente e i ministri che il popolo italiano desidera.
I tedeschi avevano occupato l'Italia ma siamo sicuri che i tedeschi, amichevoli finché non li abbiamo traditi, ci avrebbero trattati con lo stesso piglio padronale degli anglo-americani?
Siamo sicuri che i tedeschi in Italia non abbiano fatto quello che hanno fatto proprio ed esclusivamente a causa di quel tradimento?
Non lo sapremo mai ovviamente.
Quello che ci rimane oggi è un paese in rovina, con un futuro oscuro, completamente in mano all'oligarchia di Bruxelles che (piaccia o meno a Trump) è solo la versione in giacca e cravatta della tirannìa Nato, la sudditanza militare in cui stiamo marcendo ormai da 80 anni.
Ma se in questi 80 anni gli invasori hanno fatto molta attenzione a farci credere di essere liberi, negli ultimi sei anni la presenza del loro dominio si è plasticamente manifestata, prima con il tentato colpo di stato pandemico, poi con la guerra d'Ucraina, la distruzione del North Stream e le sanzioni imposte a noi più che alla Russia.
Tutto finalizzato al nostro saccheggio.
L'impero morente, dopo aver saccheggiato all'estero, adesso saccheggia senza remore e senza buone maniere i suoi sottoposti, prima di iniziare a divorare anche se stesso.
Quindi?
Siamo liberi?
Siamo stati liberati?
Di quale liberazione si sta parlando?
Almeno i fascisti con tutti i loro limiti e le loro storture non avrebbero accettato così di buon grado un'invasione straniera.
Già, l'elefante nella stanza, il convitato di pietra: il fascismo, sempre presente nelle menti e nei cuori dei resistenti del 2000.
Nessuno di loro ricorda però che una grossa parte dei partigiani di allora erano stati fascisti o quantomeno avevano combattuto per l'Italia e il fascismo nel Regio Esercito, perchè allora l'Italia era tutta fascista, il fascismo piaceva a tutti, il fascismo era acclamato, era voluto dal popolo.
Un regime senza il sostegno del popolo cade in fretta, non dura 23 anni e tre guerre.
Belli i "resistenti" che sfilano oggi per le strade, con musica e tamburi, urlando slogan ammuffiti e cantando una falsa canzone della resistenza (Bella Ciao è del 1948), stonati e disconnessi dalla realtà che li circonda, vestiti da pagliacci (visti personalmente con i nostri occhi mezz'ora fa) senza rendersi conto del lapsus freudiano in cui sono incorsi.
L'unica cosa che resiste è la loro cieca ottusità.
Pagliacci, si, all'infinito, in eterno.
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