I miei genitori non dovevano stare insieme, mia madre aveva (ha) un'ossessione per mio padre, sposato contro il volere di tutti, soprattutto mia nonna, principalmente perché non voleva lavorare e infatti, anche quando ero neonata, litigavano, lui aveva scoperto che non era la vita che voleva, minacciava sempre di andarsene. Mia madre, credo di proposito, resta incinta di mia sorella, così da "obbligarlo" a restare, con due figlie da mantenere. I litigi raddoppiano, lui non alza le mani a lei ma a me e sorella si, sfoga il malumore su di noi, urla e butta il piatto di pasta a terra che si distrugge e io ho ancora l'immagine impressa in testa a quasi 31 anni di distanza. Io sempre messa in mezzo e usata come paciere, dovevo chiamarlo obbligata da mia madre quando lui non si sapeva dov'era per chiedergli di tornare a casa, se non ubbidivo mia madre piangeva isterica e mi puniva facendomi leggere i libri della Chiesa e lasciandomi digiuna. Intanto padre urla "ti ammazzo" a mia madre se lei prova a chiedergli di tornare insieme. Mia madre mi usa come sfogatoio, non può prendersela con mia sorella perché l'ha voluta, solo lei, per salvare il matrimonio, e infatti la difende sempre, io invece, sono odiata da lei e da mia sorella per essere quella "nata senza colpa". Padre tenta più volte di andarsene ma non ha un lavoro, e non può mantenere i nostri studi. Se non è per mia nonna, io e mia sorella avremmo solo la licenza superiore e un letto sotto un ponte, ma ci andiamo vicino, perché senza una famiglia tranquilla siamo rotte tutte e due, fatichiamo il triplo per mantenerci con lavori precari e ci vengono sbattute in faccia le famiglie con i figli coccolati che realizzano i loro sogni con l'amore di mamma e papà. Oggi lei lo mantiene, lo riverisce, lui non le rivolge la parola. Non ho ricordi felici della me bambina, solo schiaffi in faccia, la tachicardia e la gastrite fin dalla prima elementare, una depressione cronica fin da piccolissima mai curata, bullizzata alle medie perché ero mingherlina e secchiona. Ricordo che un pomeriggio fuori da un supermercato una signora con disturbi mentali provò a portarmi via, io gridai a mia madre e la signora scappò via, ma mia madre non ha mai dato peso all'episodio, a volte ci rideva, a volte minimizzava. Sono andata in terapia per tre anni, ho cambiato tre psicologi prima di trovare quella giusta, ho scavato e trovato le cose più orribili, ho """"perdonato"""" l'imperdonabile ma quel senso di essere rotta non mi dà pace. Cerco solo un senso al dolore ma non lo trovo, non è vero che rende forti. Indebolisce e fa stare in allarme continuo. Ho poco più di trent'anni ma ne sento il doppio, le persone mi danno fastidio e sto bene solo dove c'è silenzio