🎙☀️Luciano Spalletti in conferenza stampa:
📈COME E’ STATO LUI IN QUESTA SETTIMANA – «Non siamo stati nervosi questa settimana, abbiamo analizzato la cosa e siamo dispiaciuti. Poi si decide di fare un percorso, una strategia che in base a quella che è la fatica mentale fatta, la fatica fisica, abbiamo deciso di farli recuperare ieri. Il nervosismo ci viene attribuito, così come il fatto che la squadra che sia in difficoltà, squadra nervosa, spogliatoio spaccato, spogliatoio allo sbando. Tutto dipende da un episodio e una partita. Dispiacere mio è un po’ personale: lo puoi addebitare agli altri oppure lo prendi e lo porti a casa, ci dormi insieme e rifletti sulle situazioni che provi. Una partita vinta o persa ti determina tanto. Ho passato delle notti senza vita se la mia squadra non esprime il lavoro della mia professione, del mio quotidiano e del tempo che gli dedico. Sono dispiaciuto e questo mi condiziona la vita in generale».
HA MAI PENSATO ALLE DIMISSIONI? – «Non mi è mai passato per la testa. Anche questo fatto: firma, firma, firma e poi uno firma e si dice dimissioni, dimissioni, dimissioni. Non mi è mai passato per la testa. Dopo un risultato così forse passa per la testa il mettersi a disposizione. Con Elkann è programmato, ci si parla tutte le settimane, ci incontreremo più volte per una programmazione corretta di quello che ci vuole per il futuro. Il percorso che dobbiamo fare rimarrà invariato in un modo o nell’altro. Un episodio in più o in meno, non ti può trascinare a conclusioni che da un punto di vista organizzativo non stanno né in cielo né in Terra. Dobbiamo usare logica, testa ed essere motivati a ribaltare quello che ci è successo addosso. È un fatto che può succedere e noi dobbiamo essere bravi nella ripartenza. Le ripartenze non sono in campo ma sono soprattutto mentali, lì fan la differenza. Non c’è tutto sto tempo di metabolizzare le cose con velocità».
❌TUDOR E THIAGO MOTTA HAN SCARICATO LE COLPE SULLA SQUADRA PRIMA DI ANDARE VIA – «Il calcio consuma tutto velocemente, idee, rapporti, amicizie. Io non scarico le mie delusioni sui calciatori e le mie responsabilità sugli altri, me le tengo per me perché sono il primo critico di me stesso. Ma è il carattere che fa la differenza, serve a dominare nel caos, in situazioni che diventano difficili per il contesto, per riuscire a controllarle. Il carattere non si vede in una situazione di sopravvivenza ma in momenti in cui tutto è spento, quando nessuno ti abbaia, lì dentro trovi il carattere che ti forgia per essere sempre te stesso e la tua postura, il tuo modo di fare. Col carattere prendi quella forma lì, quel carattere lì, quelle sembianze lì. Sotto questo aspetto dobbiamo fare passi in avanti. Qualsiasi cosa succeda domani dopo la partita non verrò a criticare i miei giocatori, non l’ho mai fatto e non lo farò. Han fatto anche un buon lavoro in questo pezzo di campionato, poi ci sono questi momenti che ci sono costati dei non-risultati che ci pesano ma l’analisi viene fatta in generale».
👥COME LO VIVE IL DERBY DI TORINO – «D’Aversa lo stimo come allenatore e come persona, gli faccio i complimenti per quanto fatto al Torino. La squadra ha una sua forza e una sua energia. Da un punto di vista mio sembra diverso da quelli visti a Roma e Milano perchè ci sono due squadre agli antipodi dal punto di vista di radici. Poi arriva la partita, le due squadre scendono in campo e c’è un premio importante. Di fronte ci sono due squadre che sono di livello top, Juventus e Torino, per i suoi tifosi e la storia del calcio. Per quello che è successo alle due squadre, che fa luccicare gli occhi un po’ a tutti, anche per motivi diversi. Devi andare ad affrontarlo, devi provare a vincerlo, ma il sapore del derby si dovrà vivere, sentirlo addosso e rispettarlo per l’importanza della città».
JuventusNews24 ⚪
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