Ci sono tanti tipi di vittorie.
C'è quella di Pirro, quella del pirla che parla, quella di chi sparla, quella di chi spala merda o spala terra per ricavarvi la sua fossa.
Poi c'è la vittoria personale, intima, letteralmente spirituale. Quest'ultima si costruisce con il metodo, senza pensare al fine, perché se il fine finisce per giustificare ogni mezzo, i mezzi saranno prepotenti, subdoli e violenti.
Il metodo, il mezzo, i modi edificano il fine a cui protendiamo. Tali mezzi coincidono con la nostra personalità .
Per cui, se usiamo mezzi di merda, siamo uomini di merda; ma se usiamo mezzi buoni, siamo uomini perbene.
Ebbene, ho appena appreso di avere vinto una battaglia, senza sapere di starla a giocare.
Mi ritrovo innanzi ad un fine che ho raggiunto esprimendomi spontaneamente, senza pensare ad altro che alla correttezza e alla coerenza dei miei modi in quel momento, in quell'istante.
Non vi dirò null'altro che questo: quando pensi di superare il tuo avversario in pista forandogli la gomma, sei tu la gomma; quando pensi di vincere mettendo bastoni fra le ruote, sei tu in sella prossimo al lancio; quando sei convinto di farcela sulla schiena del tuo prossimo, sei tu il fondo di quella schiena e a prendertela.
La regola d'oro che ho appreso da Gesù leggendo il Vangelo è di non fare al tuo prossimo ciò che non vorresti fatto a te e di fare agli altri ciò che vorresti fatto a te.
Io, piccolo uomo di legge, ritengo tale legge la più vera, quella che mai rimane inapplicata, come la forza di gravità , come legge naturale.
Bene e male tornano a chi li fa.
Quindi, se usi strumenti buoni, ti chiami il bene.
Se usi stratagemmi malvagi, subisci il male. Raccogli il frutto di quello che hai seminato. Quindi, semina bene, coltiva bene e raccoglierai bene.
In Alto i cuori!
Lillo Massimiliano Musso
25.03.2018