Il breve down della rete TON ieri, 1 giugno
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Ieri, 1 giugno 2025, molti utenti TON ci siamo trovati davanti a un inconveniente inatteso, per circa un'oretta, dalle 12:15 alle 13:22 (UTC) la produzione di blocchi sulla masterchain si è bloccata.
Il team di TON Core ha spiegato che il blocco temporaneo è stato causato da un bug presente nel software dei validator, introdotto accidentalmente nell'aggiornamento del "Dispatch Queue" ad agosto 2024.
In pratica durante la crazione di un blocco un errore ha fatto si che venisse generato un identificativo temporale errato, impedendo la corretta produzione dei blocchi successivi.
Falla non individuata nei test iniziali, sulla testnet.
Bisogna senza dubbio dare atto al team di sviluppatori che hanno avuto una reazione veloce, pochi minuti dopo l'inizio del problema, già erano al lavoro per identificare e correggere il bug.
Dopo aver testato a volo la soluzione, alcuni validatori (come Tonwhales, Tonstakers, Unit 410 e Twinstake) sono stati aggiornati, consentendo alla rete di tornare operativa.
Non sono stati persi né fondi né transazioni. Tutto ok dunque?
Non vogliamo fare polemica, non è successo nulla di che ok, ma una blockchain come TON, che ambisce a diventare l'hub principale per milioni e milioni di utenti (Telegram) e una delle reti blockchain più utilizzate al mondo, dovrebbe prevenire questi problemi, non soltanto risolverli.
La blockchain non è una banca: è aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza giorni off o chiusure straordinarie.
Non importa se è domenica, se è Natale o Ferragosto. Gli utenti (e soprattutto gli investitori istituzionali) si aspettano sempre un uptime impeccabile.
Qualcuno potrebbe dire che puntare al 100% di uptime sia poco realistico.
Forse in molti settori è vero, ma nella blockchain, dove il sistema dovrebbe essere decentralizzato, auto-alimentato e resistente a qualsiasi tipo di errore, e con tanta concorrenza, l'obiettivo deve essere sempre la perfezione.
Se TON punta a diventare il punto di riferimento assoluto della blockchain integrata con Telegram, episodi simili non devono ripetersi.
Un breve stop, per quanto "innocuo", rischia di compromettere la fiducia dei nuovi investitori e di utenti non ancora completamente convinti della solidità di questo progetto.
Va dato atto al team che, oltre a risolvere rapidamente il problema, ha già annunciato modifiche a come testano gli aggiornamenti per prevenire futuri episodi simili.
Questo è fondamentale, ma è altrettanto importante che i test siano sempre più stringenti e approfonditi.
Un piccolo blocco di circa un'ora non mette certo in dubbio la serietà di TON.
Tuttavia, dev'essere un campanello d'allarme per il team e per tutti gli utenti: essere veloci nel risolvere non basta, occorre prevenire.
È questo il livello che gli utenti devono pretendere e che TON deve promettere se vuole davvero conquistare il miliardo di utenti Telegram a cui aspira.
Non c'è assolutamente spazio per "gaffe" tecniche: la perfezione, almeno nell'uptime, non è un obiettivo impossibile.
Al contrario, deve essere il requisito minimo per una blockchain che vuole davvero fare la differenza.